I tarocchi italiani e i Visconti-Sforza
di Letterio 4 min di lettura
I tarocchi sono un’invenzione italiana, e questa è una delle poche affermazioni grandiose su questa materia che risulta vera. Quello che non è vero è quasi tutto il resto di ciò che si racconta sulla loro origine.
I trionfi
Nel Quattrocento, nelle corti dell’Italia settentrionale — Milano, Ferrara, Bologna, Urbino — compare un mazzo nuovo. Ai semi tradizionali si aggiunge una serie di carte illustrate che vincono su tutte le altre: si chiamano trionfi, e il nome dice il meccanismo. Il gioco è un gioco di prese con atout, cioè l’antenato diretto del bridge e dello skat; il mazzo si chiamerà tarocchi solo più tardi, con un termine la cui etimologia resta discussa.
Le prime attestazioni documentarie sono registri di corte: pagamenti a pittori per mazzi dipinti, menzioni in inventari, riferimenti in lettere. Il contesto è quello: una committenza signorile, carte dipinte a mano, foglia d’oro, costi altissimi. Non c’è nessun indizio di uso divinatorio, e non perché manchino le fonti: le fonti ci sono, e parlano di gioco.
Le carte Visconti-Sforza
Il mazzo più celebre al mondo, e il più studiato, è quello detto Visconti-Sforza, realizzato intorno alla metà del Quattrocento per la corte di Milano. L’attribuzione tradizionale è a Bonifacio Bembo, pittore cremonese; la critica ha discusso la mano di altri artisti per alcune carte, e la questione non è chiusa.
Delle carte originali ne sopravvivono settantaquattro, divise fra tre sedi: la Pierpont Morgan Library di New York, l’Accademia Carrara di Bergamo e una collezione privata. Mancano alcune carte, fra cui il Diavolo e la Torre, e la loro assenza ha prodotto una letteratura su ciò che vi fosse rappresentato — letteratura molto divertente e priva di appigli.
Esistono altri mazzi quattrocenteschi italiani di grande importanza: il cosiddetto mazzo Brambilla, anch’esso milanese; i tarocchi dipinti per la corte estense a Ferrara; i «tarocchi del Mantegna», che con Mantegna non hanno nulla a che fare ed erano stampe, non carte da gioco.
Che cosa raffigurano
I trionfi del mazzo quattrocentesco sono già riconoscibili: il Matto, il Bagatto, la Papessa, l’Imperatrice, l’Imperatore, il Papa, gli Amanti, il Carro, la Giustizia, l’Eremita, la Ruota, la Forza, l’Appeso, la Morte, la Temperanza, il Diavolo, la Torre, le Stelle, la Luna, il Sole, il Giudizio, il Mondo. È un repertorio di figure allegoriche che chiunque, nell’Italia del Quattrocento, sapeva leggere: virtù, condizioni sociali, corpi celesti, ultime cose. L’idea che siano un codice iniziatico egizio nasce molto dopo e fuori d’Italia.
Quando è arrivata la divinazione
Alla fine del Settecento, in Francia. Nel 1781 Antoine Court de Gébelin pubblica un saggio in cui attribuisce ai tarocchi un’origine egizia e un significato esoterico; poco dopo, un parigino che si firma Etteilla — anagramma del suo cognome, Alliette — costruisce il primo sistema cartomantico articolato e stampa mazzi fatti per quello. Nell’Ottocento la linea esoterica francese prosegue con Éliphas Lévi e altri, e di lì si diffonde in tutta Europa, Italia compresa.
Quindi: mazzo italiano del Quattrocento, uso divinatorio francese del Settecento, trecentocinquant’anni di distanza. Chi racconta di sacerdoti egizi, di zingari depositari di un sapere antico o di una tradizione iniziatica ininterrotta sta ripetendo una costruzione settecentesca, non una fonte.
I tarocchi come gioco, oggi
Questa è la parte che fa sorridere chi conosce solo il versante divinatorio: in Italia i tarocchi si giocano ancora. In Piemonte si gioca a tarocchi con mazzi regionali, e il gioco è vivo anche in Francia, Austria, Slovenia e Ungheria, con regole proprie e federazioni. Il Museo dei tarocchi e le collezioni di carte da gioco italiane conservano mazzi storici di gioco a migliaia.
Dove andare a vederli
Per capire come la lettura delle carte sia diventata in Italia un mestiere, conviene guardare altrove: le quaranta carte napoletane che la gente aveva in casa hanno fatto molto più dei tarocchi, e i libri a stampa delle sibille hanno diffuso l’interrogazione della sorte ben prima che a qualcuno venisse in mente di usare i trionfi. La cartomanzia come professione arriva dopo tutto questo.
Le carte Visconti-Sforza di Bergamo sono visibili all’Accademia Carrara; esistono riproduzioni facsimilari di buona qualità in commercio e riproduzioni fotografiche integrali nelle pubblicazioni specialistiche. Per chi passa da Milano, le collezioni civiche conservano materiali affini.
Non scriverò che i tarocchi dicono il futuro, e non scriverò nemmeno che le ventidue figure «non significano niente»: significavano moltissimo, nel Quattrocento, e capire che cosa è un lavoro di storia dell’arte appassionante. Quello che non significavano è ciò che Court de Gébelin ha deciso nel 1781. Se c’è una cosa che preferisco, in tutta questa pagina, è la figura meno nota di tutte: i contabili di corte che annotavano quanto si era pagato il pittore. Senza di loro non sapremmo niente.
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Domande su questa pagina
I tarocchi sono nati per la divinazione?
No. Nascono nelle corti dell'Italia settentrionale del Quattrocento come gioco di carte con atout, e le fonti documentarie dell'epoca — registri di pagamento, inventari, lettere — parlano solo di gioco. L'uso divinatorio compare in Francia alla fine del Settecento, con Court de Gébelin (1781) ed Etteilla: circa trecentocinquant'anni dopo.
Dove si trovano le carte Visconti-Sforza?
Le settantaquattro carte superstiti sono divise fra la Pierpont Morgan Library di New York, l'Accademia Carrara di Bergamo e una collezione privata. Alcune carte sono perdute, fra cui il Diavolo e la Torre. Il mazzo è attribuito tradizionalmente al pittore cremonese Bonifacio Bembo, con discussioni critiche su alcune carte.
In Italia i tarocchi si usano ancora per giocare?
Sì. In Piemonte si gioca a tarocchi con mazzi regionali, e il gioco è vivo anche in Francia, Austria, Slovenia e Ungheria, con regole proprie e tornei organizzati. Le collezioni italiane di carte da gioco conservano migliaia di mazzi storici destinati al gioco, non alla lettura.