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Fatture e legamenti

Che cosa dice la legge italiana su maghi e cartomanti

di Letterio 4 min di lettura

Facciata del palazzo della Corte Suprema di Cassazione a Roma
Il palazzo della Corte Suprema di Cassazione a Roma, dove si definisce cosa la legge italiana considera reato nelle pratiche divinatorie. — Dietmar Rabich · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons

In Italia fare il mago non è vietato. Lo dico subito perché è la prima cosa che tutti chiedono, e perché la confusione su questo punto produce sia allarmi infondati sia false sicurezze. Quello che la legge colpisce non è la pratica in sé: è il modo in cui si ottiene il denaro, e la condizione della persona da cui lo si ottiene.

Non sono avvocato e questa pagina non è una consulenza. È una ricognizione delle norme che si incontrano nelle cronache giudiziarie, con l’indicazione dell’articolo, perché chi vuole approfondire sappia dove guardare e a chi rivolgersi.

Art. 661 — Abuso della credulità popolare

È la norma più specifica, e sta fra le contravvenzioni, cioè fra i reati minori. Punisce chi, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura di carpire la credulità popolare, suscitando speranze o timori, o divulgando false scoperte o prodigi; la punibilità è legata alla possibilità che dal fatto derivi un turbamento dell’ordine pubblico, e la pena è l’arresto o l’ammenda.

Le due parole che contano sono «pubblicamente» e «impostura». Un consulto privato fra due persone non rientra facilmente nella previsione; una campagna pubblicitaria che promette guarigioni o soluzioni prodigiose sì. Nella pratica giudiziaria questo articolo viene contestato più spesso insieme ad altri che da solo.

Art. 640 — Truffa

Questa è la norma che fa il lavoro grosso. La truffa punisce chi, con artifizi o raggiri, induce qualcuno in errore e ne ricava un profitto ingiusto con danno altrui. Nelle sentenze italiane in materia, l’elemento che fa scattare la contestazione non è l’affermazione in sé — «vedo il tuo futuro» — ma la costruzione di una messinscena: la fattura che viene «trovata» in casa, il male che «si aggrava» se non si paga il secondo intervento, i pagamenti a rate che crescono, l’urgenza creata ad arte.

È qui che finiscono quasi tutti i casi di legamenti e di rimozioni di fatture pagate migliaia di euro: non per il contenuto della prestazione, ma per il meccanismo con cui la somma è stata ottenuta.

Art. 643 — Circonvenzione di persone incapaci

Punisce chi abusa dello stato di infermità o di deficienza psichica di una persona, o della sua condizione di bisogno, per indurla a compiere un atto che le procura un danno. È una norma pesante, con pene ben più alte della truffa, e si applica quando la vittima è una persona fragile: anziani soli, persone in lutto, persone con disturbi riconosciuti.

Le cronache degli ultimi vent’anni sono piene di procedimenti di questo tipo, spesso nati dalla denuncia dei figli di una persona anziana che ha svuotato il conto per una serie di consulti. Chi lavora in questo settore e accetta pagamenti ripetuti e crescenti da una persona in evidente stato di bisogno si espone a questa contestazione, e non a quella minore dell’articolo 661.

Art. 348 — Esercizio abusivo di una professione

Entra in gioco quando la prestazione sconfina nella medicina o nella psicologia: fare diagnosi, consigliare di interrompere una terapia, prescrivere o somministrare sostanze, presentarsi come terapeuta. È la soglia più facile da attraversare senza rendersene conto, e la più seria: in alcuni casi di interruzione di cure oncologiche su consiglio di operatori non medici, la contestazione è arrivata a reati molto più gravi.

Il versante fiscale e pubblicitario

Chi riceve compensi per consulti svolge un’attività economica, con i relativi obblighi di dichiarazione e di fatturazione. Sul piano pubblicitario, le pratiche commerciali ingannevoli ricadono nel Codice del consumo e nella competenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che negli anni ha sanzionato operatori del settore per messaggi promozionali ingannevoli. Le televendite di questo tipo sono inoltre soggette alle regole dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Se la cosa riguarda te o un tuo familiare

Qualche indicazione pratica, perché è la ragione per cui la gente arriva su questa pagina.

  • Conserva tutto: ricevute, bonifici, messaggi, registrazioni di telefonate se la legge del tuo caso lo consente, nomi e date.
  • Non pagare «l’ultimo intervento». Nella meccanica descritta dalle sentenze, l’ultimo intervento non è mai l’ultimo.
  • Rivolgiti a un avvocato prima che a chiunque altro, e a un’associazione dei consumatori se la somma è modesta ma il meccanismo è seriale.
  • Se la vittima è una persona anziana o fragile, la strada dell’articolo 643 è quella che i legali valutano per prima: parlane con loro, non con me.

Due cose non le dirò, e le dichiaro per chiarezza. Non dirò che tutti gli operatori di questo settore sono truffatori: non è vero e non sarebbe onesto. E non darò pareri sul tuo caso specifico, perché non sono avvocato e un parere sbagliato, qui, costa caro. Questa pagina serve a dirti come si chiamano le cose e dove si va a cercare.

Accanto a questa pagina: I processi per stregoneria in Italia · La taranta e il tarantismo · Le sibille e il libro delle sorti · I tarocchi italiani e i Visconti-Sforza

Domande su questa pagina

In Italia è illegale fare il mago o il cartomante?

No. L'attività in sé non è vietata. La legge interviene sul modo in cui si ottiene il denaro: con la truffa (art. 640) quando c'è una messinscena che induce in errore, con la circonvenzione di incapace (art. 643) quando si abusa dello stato di fragilità o di bisogno della persona, con l'abuso della credulità popolare (art. 661) quando l'impostura è pubblica.

Qual è l'articolo più usato nelle sentenze?

La truffa, art. 640, spesso insieme alla circonvenzione di incapace quando la vittima è una persona anziana o fragile. L'art. 661 sull'abuso della credulità popolare è una contravvenzione, richiede che il fatto sia pubblico, e nella pratica viene contestato come reato accessorio più che da solo.

Che cosa fare se un familiare anziano sta pagando consulti continui?

Conservare ogni traccia dei pagamenti e delle comunicazioni, e parlarne con un avvocato: la fattispecie che i legali valutano per prima in questi casi è la circonvenzione di persone incapaci, che prevede pene più severe della truffa. Un'associazione dei consumatori può aiutare quando le somme sono singolarmente modeste ma ripetute.

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